Nuovi vini, nuove etichette!

Cerchiamo con questo articolo di spiegare a vecchi e nuovi clienti che cosa è successo e cosa succederà nella nostra gamma prodotti.

Fino all’anno scorso, a partire dai primi anni del 2000, abbiamo sempre lavorato con tre prodotti: il Passito di Pantelleria “Cimillya”, il bianco secco “Shiroc” e il rosso “Pì Joco”. A partire dall’annata 2017 è invece cominciata una serie di cambiamenti che si concluderà con l’annata 2018, e che ci porterà al centenario dell’Azienda forti di una nuova gamma di prodotti, etichette e bottiglie!

Lo “Shìroc” si fa in tre!
A partire dall’annata 2017 non c’è più un solo bianco secco, ma tre, tutti diversi l’uno dall’altro e adatti a differenti occasioni. Lo “Shìroc”, che prevedeva una macerazione lunga sulle bucce e poi un affinamento in acciaio, si è sdoppiato andando a formare due vini molto diversi tra loro, il Maestrale e lo Scirocco. Il Maestrale fa una macerazione molto più breve e poi segue un affinamento in acciaio, risultando fresco, fruttato e facile da bere, ottimo per aperitivi e piatti di pesce. Lo Scirocco va invece nella direzione opposta, una lunga macerazione e l’affinamento in botti di acacia gli conferiscono una struttura molto più potente e un profilo aromatico più pungente e speziato, adatto ad accompagnare piatti più impegnativi.

Il terzo bianco secco è il “Fauno”, fatto senza l’aggiunta di solfiti né l’uso di filtrazioni, il Fauno è affinato in acciaio sulle fecce fini e si presenta morbido e ricco al palato, ma in perfetto equilibrio con la tensione e la salinità tipica dello zibibbo di Pantelleria. Una nuova interpretazione del Moscato di Alessandria (Zibibbo) che farà piacere agli amanti dei vini così detti “naturali”. Particolare attenzione è stata fatta a tenere sempre il vino al riparo dall’aria e a sfruttare sempre la gravità invece delle pompe per gli spostamenti.

Le etichette e l’importanza della D.O.C Pantelleria

A livello di etichetta si sono recuperati elementi grafici dell’antica etichetta del 1920, e soprattutto si è messa in evidenza la denominazione: Pantelleria d.o.c.

L’accento non è più tanto sul nome del vino, ma sulla denominazione, sul terroir, sull’isola di Pantelleria! Il nome che abbiamo dato a questi vini è per noi meno importante, e di fatto serve solo a distinguere i differenti stili di vinificazione. Insomma vino e produttore vengono dopo la terra, in un atto anche di umiltà. Siamo i primi produttori dell’isola ad aver fatto questa riflessione, con la speranza che questo cambiamento sarà anche alla base di una più facile riconoscibilità del prodotto fuori da Pantelleria.

Il Passito Cimillya 2018 invece, oltre a rimettere anche lui la DOC al centro dell’attenzione, recupererà al 100% l’antica etichetta, in un ritorno al passato e al classico!

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